L'ultima volontà

Corriere della Sera

I testamenti che hanno fatto grande l'Italia. Una serie in 8 episodi (in uscita ogni venerdì) realizzata dal Corriere della Sera in collaborazione con il Consiglio nazionale del notariato, che racconta il nostro Paese da un punto di vista inedito e originale.
Il testamento è il documento che non prevede, né consente, risposta: ogni parola è una sentenza; ogni frase può innescare la macchina del ricordo, alimentare gelosie, scatenare pulsioni che si credevano sopite ma anche decidere del futuro di molte persone. È l'atto formale che descrive fortune e fallimenti, legami indissolubili o famiglie in macerie, ma che rappresenta soprattutto i valori morali, le scelte civili, le debolezze e le virtù di chi li ha scritti. Personaggi illustri come Giuseppe Garibaldi, Alessandro Manzoni, Luigi Pirandello, Giuseppe Verdi, Enrico De Nicola, Enzo Ferrari o Giovanni Agnelli senior (il nonno dell’Avvocato). Ma anche italiani sconosciuti e in alcuni casi inflessibili, come un medico napoletano che scrisse ai figli: «Lascio tutto alla clinica, voi siete sul lastrico».
Leggere questi testamenti è un po’ come curiosare nelle stanze private di uomini e donne che hanno reso grande il nostro Paese. E ci consente di capire meglio chi siamo e cosa siamo diventati. Con la voce narrante di Micol Sarfatti e il contributo del presidente dei notai italiani Giulio Biino. read less
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7. Irriducibili, fino all'ultimo
16-05-2024
7. Irriducibili, fino all'ultimo
Nessuno meglio di Giuseppe Garibaldi rappresenta quella categoria di uomini pronti a morire in nome di ideali condivisi con le proprie compagne. Come il suo, molti testamenti che stiamo scoprendo in questa serie podcast contengono indicazioni sui patrimoni, ma rappresentano anche i valori morali e politici di chi li ha composti, a volte perfino polemici. Le parole di Garibaldi sono esemplari, in questo. Il Comandante lascia due testamenti, uno olografo e uno politico, in cui, oltre all’ideale assoluto della libertà, condivide il suo essere profondamente anticlericale e dà precise istruzioni per la sua cremazione.Ma molto significativa è anche la storia di un intellettuale che per quegli ideali si tolse la vita con un gesto clamoroso, dopo avere scritto una lettera all’amata moglie Emilia: si chiamava Angelo Fortunato Formiggini e faceva l’editore, Formiggini salì sulla Ghirlandina, la torre (alta 90 metri) del duomo di Modena, e si lanciò nel vuoto. Era il 29 novembre 1938, le leggi razziali erano appena state promulgate da Mussolini.La figura di Formiggini richiama quella di Niccolò Introna, l’unico dirigente della Banca d’Italia che s’oppose alla corruzione e alle ruberie di Mussolini e dei suoi. Federico Fubini ha raccontato la sua storia in un libro uscito da poco. E, per questo podcast, ha recuperato il suo testamento, di cui parla insieme a Micol Sarfatti e a Giulio Biino, presidente del Consiglio nazionale del notariato.