Ritratti d'artiste

Chora Media

Quante sono le donne nell’arte? La risposta oggi è: “tantissime!” Eppure, quando vi trovate a visitare una galleria d’arte, o un museo, provate a domandarvi quante delle opere esposte siano firmate da donne… Ecco allora che quel “tantissime” diventa “pochissime”. Il motivo di questo “pochissime” è… la storia! Quel lungo, tormentato, cammino costellato da enormi pregiudizi. Contro cui le donne hanno lottato, in ogni campo! In questa serie, prodotta da Chora Media per la Direzione Musei del Ministero della Cultura, vi invitiamo a cambiare prospettiva, perché nel mondo dell’arte le donne non sono state solo muse e modelle, sono state pittrici, scultrici, performer. Vi racconteremo le storie di otto grandi artiste. Alcune molto note, altre poco conosciute o addirittura dimenticate. Tutte accomunate da un talento eccezionale e determinate a non piegarsi alle regole imposte dalla società della loro epoca. Otto donne che hanno guardato il mondo con occhi liberi. read less
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Episodes

Ep 8: Ketty La Rocca
07-03-2023
Ep 8: Ketty La Rocca
È stata una delle più importanti artiste italiane del XX secolo e una delle poche ad essere riconosciuta a livello internazionale. Il suo percorso artistico è stato breve, dal 1964 al 1975, ma densissimo di attività e sperimentazioni. A Firenze, dove vive con il marito e il figlio Michelangelo, Gaetana detta Ketty, maestra elementare, incontra il Gruppo 70, diventando una degli esponenti della “Poesia visiva”. La riflessione sul linguaggio percorre tutto il suo lavoro, dai primi collage realizzati insieme ai poeti visivi, fino ai lavori individuali, sviluppati dopo il primo impatto con il tumore, che se la porterà via a 38 anni. I suoi temi ricorrenti - la subalternità della donna, la mercificazione della società, la disuguaglianza tra nord e sud del mondo - sono trattati in modo più intimo nella seconda parte del suo lavoro, quando il rifiuto del linguaggio verbale la conduce a rivalutare il valore comunicativo del corpo, del gesto. Sperimenta dunque diverse forme espressive, dal collage, alla scultura, alla fotografia, alla performance - tanto da essere anche definita la prima body artist italiana. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia con uno dei primi video mai realizzati in ambito artistico. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni, dal MART di Rovereto al MOMA di New York e la sua figura è stata riscoperta negli ultimi anni, grazie alle ricerche su “arte e femminismo”. Si ringrazia la fondazione La Quadriennale di Roma per la gentile concessione di Ketty La Rocca, Verbigerazione, 1973.