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I racconti del cortile di Tonino Sala: GIOANELA
26-11-2022
I racconti del cortile di Tonino Sala: GIOANELA
Oggi proseguiamo con “I racconti del cortile”. Tonino Sala ci propone la figura del “Gioanela” al secolo Giovanni Viganò, detto “Barlamet”. Barlaam era il padre di Giovanni, nome che ricordava un personaggio biblico, da qui “Barlamet”, piccolo Barlaam. "Gioanela" era un reduce della Prima Guerra Mondiale. Un’esperienza vissuta con convinzione, ne faceva fede la collezione di libri, che la raccontavano e che conservava. Tuttavia, una guerra le cui conseguenze avevano disatteso le sue aspettative. Viveva all’interno del “Cortile”, in un angusto locale, si barcamenava fra mille lavori. Era calzolaio, ciabattino, barbiere, cameriere. Non mancava d’iniziativa, ma la sua modesta condizione lo conduceva nel cercare consolazione nel fascismo, che non aveva mancato di soffiare sul fuoco delle deluse attese dei reduci, e trovando nell’alcool un effimero sollievo. Tonino poi ci racconta, nel suo ruolo di “sostegno” al “Gioanela”, non sappiamo quanto spontaneo, di quella viva curiosità di sapere che andava maturando nello sfogliare con passione i libri di Giovanni, ma soprattutto divorando i fogli di giornale utilizzati, nell’altrettanto dimesso negozio della sorella del “Gioanela”, per accendere il camino ed incartare le verdure, nell’attesa che la donna preparasse una minestra calda che Tonino portava al "Gioanela". In sintesi un momento di vita, arcorese nello specifico, tra le due Guerre, a cui vi lascio e che ascolteremo dalla viva voce di Tonino. --- Send in a voice message:
I racconti del cortile di Tonino Sala: GIOANELA
26-11-2022
I racconti del cortile di Tonino Sala: GIOANELA
Oggi proseguiamo con “I racconti del cortile”. Tonino Sala ci propone la figura del “Gioanela” al secolo Giovanni Viganò, detto “Barlamet”. Barlaam era il padre di Giovanni, nome che ricordava un personaggio biblico, da qui “Barlamet”, piccolo Barlaam. "Gioanela" era un reduce della Prima Guerra Mondiale. Un’esperienza vissuta con convinzione, ne faceva fede la collezione di libri, che la raccontavano e che conservava. Tuttavia, una guerra le cui conseguenze avevano disatteso le sue aspettative. Viveva all’interno del “Cortile”, in un angusto locale, si barcamenava fra mille lavori. Era calzolaio, ciabattino, barbiere, cameriere. Non mancava d’iniziativa, ma la sua modesta condizione lo conduceva nel cercare consolazione nel fascismo, che non aveva mancato di soffiare sul fuoco delle deluse attese dei reduci, e trovando nell’alcool un effimero sollievo. Tonino poi ci racconta, nel suo ruolo di “sostegno” al “Gioanela”, non sappiamo quanto spontaneo, di quella viva curiosità di sapere che andava maturando nello sfogliare con passione i libri di Giovanni, ma soprattutto divorando i fogli di giornale utilizzati, nell’altrettanto dimesso negozio della sorella del “Gioanela”, per accendere il camino ed incartare le verdure, nell’attesa che la donna preparasse una minestra calda che Tonino portava al "Gioanela". In sintesi un momento di vita, arcorese nello specifico, tra le due Guerre, a cui vi lascio e che ascolteremo dalla viva voce di Tonino. --- Send in a voice message: