Perché le persone non hanno votato: l'impotenza appresa

Psicologia Cognitiva Applicata

26-10-2022 • 6 mins

Le ultime elezioni, nel bene o nel male, hanno portato ad un dato preoccupante. O meglio, che dovrebbe far preoccupare. Più di sedici milioni di elettori, pari al 37% della platea, non hanno esercitato il loro diritto di voto.

Ora, potremmo addentrarci nei soliti qualunquismi dicendo che certo, il voto è un diritto e non un obbligo, ma che allora se non si vota poi non ci si può lamentare del risultato. Potremmo, ma… non lo faremo.

No, perché qui andiamo ad analizzare e a restituire un pensiero sulla base di teorie e dati scientifici. Non ci sono perciò pensieri faziosi. Anziché giudicare, schierandoci dalla parte di chi ha votato e di chi invece non lo ha fatto, cerchiamo di capire il perché di tale comportamento.

Un motivo che, a mio modo di vedere, è di natura psicologica. Per comprendere di cosa si tratti, dobbiamo tornare indietro nel tempo. Precisamente, negli anni sessanta del secolo scorso.

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